I condannati romeni nelle carceri del loro paese:
entro l'anno saranno trasferiti i primi centoMa l'aggressore di Tor di Quinto resterà nelle prigioni italiane
Scontro Fini-Amato: La Ue bacchetta l'Italia: bene il decreto, ma tardivo.

ROMA (1 novembre) - Il premier Romano Prodi assicura: «Quello che dovevamo fare abbiamo fatto, continueremo seriamente a vigilare e a fare in modo che questi atti non si ripetano più». Da Bologna dove si trova oggi il presidente del Consiglio torna sull'aggressione di Tor di Quinto. Ai giornalisti che chiedono se quello degli immigrati romeni sia un problema europeo e non solo italiano, il premier replica: «Certo è un problema che non coinvolge solo l'Italia, non c'è alcun dubbio», spiega il premier. «Quindi avremo anche immediati collegamenti internazionali - aggiunge - già ieri il ministro dell'Interno al Consiglio dei ministri ha relazionato su questo».
Napolitano firma il decreto espulsioni. Mercoledì sera un Consiglio dei ministri lampo e straordinario ha approvato all'unanimità un
decreto che attribuisce ai prefetti l'autorità di espellere cittadini dell'Unione europea pericolosi per la sicurezza pubblica. Il decreto è stato firmato oggi dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e sarà pubblicato a breve sulla Gazzetta ufficiale.
Il prefetto Mosca: prime espulsioni in arrivo. Sono già in arrivo i primi provvedimenti di espulsione di cittadini comunitari nella capitale dopo il decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri, convocato d'urgenza dal premier Romano Prodi all'indomani dell'aggressione a Giovanna Reggiani. Lo ha detto il prefetto di Roma, Carlo Mosca, il quale ha spiegato che dopo il decreto di ieri che dà appunto ai prefetti il potere di espellere i cittadini comunitari «si accelerano gli interventi e non sarà più possibile il ricorso che blocca i provvedimenti».
Il premier romeno. Il premier romeno Tariceanu intanto ha telefonato a Prodi esprimendo profondo rincrescimento per quanto accaduto e promettendo collaborazione per contrastare il fenomeno della criminalità che vede coinvolti suoi connazionali.
I condannati sconteranno la pena in Romania. Il ministro della Giustizia Clemente Mastella e il collega romeno Tudor Chiuariu hanno raggiunto un accordo che consentirà all'Italia di richiedere nominativamente il trasferimento nelle carceri della Romania di detenuti romeni condannati con sentenza definitiva in Italia e raggiunti da un provvedimento di espulsione, affinché scontino nel loro Paese l'intera pena residua. Entro l'anno saranno trasferiti su richiesta dell'Italia i primi cento detenuti. In una nota congiunta, i due ministri assicurano che il colpevole dell'aggressione di Tor di Quinto sarà processato e dovrà scontare fino in fondo la pena in Italia. I due ministri hanno stabilito di incontrarsi a breve a Roma per concordare ulteriori misure.
Task force di agenti romeni a Roma per collaborare. Tre poliziotti rumeni sono arrivati questa mattina negli uffici della questura di Roma e altri due arriveranno in settimana. Lo ha reso noto il capo della squadra mobile della questura di Roma, Vittorio Rizzi, il quale ha evidenziato che i 5 agenti andranno a lavorare al fianco dell'agente rumeno già in servizio negli uffici di via di San Vitale. Gli arrivi sono connessi alle decisioni varate ieri dal governo che ha convertito in decreto legge parte del pacchetto sicurezza relativo alle espulsioni.
La Ue: bene il decreto, ma tardivo, vi stavamo sollecitando da mesi. L'Unione europea guarda con preoccupazione a quanto sta succedendo in Italia, con l'impressionante aumento di delitti commessi da cittadini rumeni, ma bacchetta il nostro Paese per aver «recepito tardivamente» la nuova direttiva Ue sulla libera circolazione, varando solo ieri sera il decreto legge sulle espulsioni. L'unico commento ufficiale dall'esecutivo europeo riguarda proprio il decreto che dà ai prefetti il potere di espellere anche i cittadini comunitari. «I servizi della Commissione studieranno la decisione presa dal governo italiano quando questa verrà notificata», afferma laconico un portavoce. Ma ufficiosamente fonti della Commissione Ue - pur salutando come un fatto positivo il decreto - sottolineano come da mesi Bruxelles stia invitando l'Italia a trasporre nella propria legislazione la direttiva del gennaio 2006: quella, cioè, che estende la libera circolazione dei cittadini europei - anche alla luce dell'allargamento ai Paesi dell'Est - ma che prevede la possibilità per ogni Stato membro di espellere anche cittadini comunitari se sussistono problemi legati alla salute pubblica, alla sicurezza dello Stato, all'ordine pubblico.
Dunque - spiegano le stesse fonti comunitarie - la linea dell' esecutivo europeo negli ultimi mesi «è stata molto chiara», con continui richiami a tutti gli Stati membri che ancora non avevano recepito nel proprio ordinamento la nuove norme comunitarie. E un richiamo specifico all'Italia - ricordano le stesse fonti - fu fatto lo scorso mese di giugno dal vice presidente della Commissione Ue e commissario all'immigrazione, Franco Frattini. Quest'ultimo, appena una settimana fa, aveva ancora una volta invitato il premier Romano Prodi e il ministro dell'Interno Giuliano Amato a varare il pacchetto sicurezza - comprese le norme sulle espulsioni - non sottoforma di disegno di legge, ma di decreto legge, in modo da farlo entrare subito in vigore. Ecco perché ora negli ambienti della Commissione si parla di «azione tardiva» da parte dell'Italia.
Gli attacchi di Fini. «Il governo si dovrebbe vergognare. Il giorno prima, in tv, il ministro Amato aveva detto che il decreto non era necessario. Poi, dopo la tragedia della signora Reggiani, il governo ha fatto il decreto. Meglio tardi che mai» ha detto Fini, che ha attaccato anche Veltroni e Rutelli. «Chiedo a Veltroni e Rutelli di spiegare perché la stazione Tor di Quinto è stata lasciata in queste condizioni - ha detto il leader di An - Come è la situazione di questa stazione è una roba indegna, da quarto mondo, con fogne a cielo aperto e una strada sterrata senza illuminazione. Ed ora, soltanto dopo una tragedia si cerca di correre ai ripari. Il centrosinistra governa Roma da qualche anno ed esistono numerose denunce presentate dall'opposizione sia in municipio che in consiglio comunale. Non possono dire "Non sapevamo". Sapevano benissimo».
Il presidente di An ha comunque annunciato che il partito «è pronto a votare il provvedimento se viene inserita una norma che preveda l'espulsione, oltre che per chi delinque, anche per chi non ha reddito e mezzi certi di sostentamento». Fini ha visitato la stazione di Tor di Quinto e poi è andato al Sant'Andrea per una visita a Giovanna Reggiani. «Il sì di An al decreto - ha specificato Fini - è condizionato al recepimento della norma della direttiva europea del 29 aprile del 2004 che consente l'espulsione dei cittadini comunitari anche quando nell'arco di 3 mesi di soggiorno nel territorio nazionale non dimostrano di avere un reddito certo e fonte di sostentamento economico».
Amato: sono sorpreso e amareggiato da Fini. «Mi ha sorpreso ed amareggiato che un uomo di governo come Gianfranco Fini sia andato nel luogo del delitto a sollevare emozioni contro di me e contro il Governo in una giornata come questa - ha replicato il ministro dell'Interno, Giuliano Amato - Da un uomo di governo che, tra l'altro, si è trovato a gestire l'ingresso della Romania nella Ue in una fase decisiva non me lo sarei aspettato. Di tutto abbiamo bisogno tranne che dividerci davanti alle tragedie. An dia il suo contributo in Parlamento a una rapida approvazione del decreto e dell'intero insieme di norme sulla sicurezza».
Alemanno: la sinistra romana si deve vergognare. «Gli sgomberi cinematografici di Veltroni non servono a niente perché la gente portata via da certi luoghi poi si insedia in qualunque spazio verde che trova - dice il deputato e presidente romano di An, Gianni Alemanno, riferendosi alla necessita di smantellare i vari campi abusivi di rom e romeni presenti a Roma - E' da marzo scorso che Alleanza nazionale chiede al governo quel decreto legge che si sono decisi solo ieri ad emanare. Senza contare che nel settembre del 2006 abbiamo chiesto e ottenuto un consiglio comunale straordinario sulla sicurezza in cui il sindaco Veltroni si è presentato dicendo che Roma era una città sicura e che i nostri allarmi sulla sicurezza rovinavano l'immagine della capitale. Se c'è uno sciacallo oggi a Roma è chi, per anni, ha nascosto i problemi della nostra città per esigenze di immagine e per propaganda politica. La sinistra romana oggi si deve vergognare. In Europa si può fare di più contro gli immigrati clandestini, ma soprattutto il Italia: bisogna espellere non solo chi delinque, ma anche chi non ha una residenza legale e un lavoro stabile».
Lusetti (Pd): per Fini è il giorno dello sciacallo. «Oggi per Fini è il giorno dello sciacallo»: è la replica dell on. Renzo Lusetti, esponente del Partito democratico, alle dichiarazioni del leader di An. «Dopo essere stati al governo per 5 lunghi anni, con una maggioranza schiacciante, ci vuole solo la faccia tosta di Fini, che è stato anche ministro degli Esteri quando la Romania entrava nella Ue, per strumentalizzare la drammatica vicenda di ieri, invece di collaborare perché si diano con urgenza risposte ai cittadini sul tema della sicurezza, come sta facendo il governo Prodi», conclude Lusetti.
Veltroni: dobbiamo essere duri con chi uccide. «Dobbiamo accogliere chi scappa dalla morte, ma dobbiamo essere molto duri con chi vuole provocare la morte» dice il sindaco di Roma, Walter Veltroni, che dice «basta agli orrori »e chiede impegno per contrastare «un'emergenza nazionale».
«Prima di gennaio 2007 - spiega Veltroni - Roma era la metropoli più sicura del mondo. Nei primi sette mesi dell'anno gli arrestati sono stati per il 75% romeni che hanno violentato, rapinato, ucciso. E' evidente che c'è un problema specifico. Ho parlato con Prodi e Amato, anche loro concordano sul fatto che in materia di sicurezza ci vuole un intervento straordinario, di emergenza. Non si può più girare intorno al problema: è una grande questione nazionale. La sicurezza è una materia sulla quale non ci dovrebbero essere strumentalizzazioni, né distinguo politici. Perciò rivolgo un appello a tutte le forze politiche, perchè contribuiscano tutte insieme, in Parlamento, a rendere più sicure le nostre città».
Oggi Veltroni è andato all'ospedale Sant'Andrea di Roma dove è ricoverata Giovanna Reggiani, dove si è fermato circa mezz'ora incontrando il marito,il padre e la madre della donna, esprimendo sentimenti di «cordoglio e dolore».
Messaggero.it___________________________________________________________________________
Meglio tardi che mai.
C'è voluto un ennesimo morto per scuotere sti politicanti. Finalmente è stato approvato il decreto, che pochi giorni fa era stato snobbato (ma questi sono dettagli), e adesso chi ci ferma più ?!?
No, scherzi a parte, era diventato un problema veramente troppo grande. Ormai in Italia regnava la xenofobia e il razzismo verso questi soggetti, io direi anche giustificato visto i continui avvenimenti.
La cosa che non capisco è questo Task Force Romena...A che ci serve?!? Noi le abbiamo le guardie, perchè far venire questa squadra a fare il lavoro nostro (a spese del cittadino penso sia sottointeso, vero?!?) ?!? Che i romeni si riconoscono tra loro per l'odore?!? Non capisco davvero a cosa può servire...Boh...